Marina di Leuca, frazione di Castrignano del Capo

Vicinissimo al mare….

A cavallo tra il XVI e il XVII secolo, scrive Giacomo Marciano, di Leverano (LE ), filosofo e medico

<< ( dal promontorio ) passando più oltre da circa miglia tre verso l’oriente ci attendono le rovine dell’antica città di Leuca, così detta secondo Galateo dalla bianchezza e nudità degli scogli>>.

Oggi Leuca è una cittadina moderna, che andrà assumendo gradualmente l’attuale conformazione urbanistica e la sua stessa immagine elegante a partire all’incirca dal secondo decennio dell’800. Siamo infatti oltre la metà del secolo quando la rinascita di Leuca prende finalmente slancio, dopo i secoli di abbandono seguiti alla sua distruzione,  alla fine del secolo IX. 

Una delle stupende ville che sorgono sul lungomare di Leuca

La distruzione di Leuca

I testi antichi presentano due versioni. In entrambe l’occasione fu offerta da una delle tante invasioni di saraceni che funestarono  a lungo questo estremo lembo d’Italia. Siamo nell’877 e i Saraceni appunto imperversano nel territorio, seminando morti e saccheggi, in particolare nelle città costiere di Vereto, che fu importante e fiorente città messapica, e di Leuca. In aiuto dei salentini scendono le truppe di Carlo il Calvo, re d’Italia e Imperatore di Francia che, dopo lungo assedio, riescono a mettere in fuga gli assalitori.

A questo punto pare che lo stesso re Carlo, per impedire che i saraceni continuassero ad avere mire su quelle terre, ordinò ai suoi uomini di radere al suolo sia Vereto che  Leuca.

L’altra versione invece attribuisce direttamente ai saraceni la distruzione delle due città.

Così per lunghi secoli, nelle Descrizioni della Terra d’Otranto, che cominciano a diffondersi a partire dal XVI secolo,  Leuca fu la città “ distrutta”.

La rinascita di Leuca

Bisognerà aspettare la fine del XIX secolo, quando ce ne parla con termini entusiastici Giacomo Arditi, intellettuale originario della città di Presicce ( LE ), nella sua Corografia fisica e storica della provincia di Terra d’Otranto. Ecco le sue parole, che si adattano benissimo all’oggi

<< ….( Leuca ) è bella di edifici, ville e villini vagamente architettati e pitturati, i quali di riflesso alle venustà naturali del mare, della terra e dell’aer puro e profumato dal timo e dall’isopo, dal sermollino e dal mentastro, formano un tutto incantevole e brillante, una deliziosa e animata residenza estiva>>.

C’è poi

<< l’arcuato storico porto>>

che ricorda l’antico anche per la quantità e varietà delle imbarcazioni ormeggiate. 

Ma l’Arditi ci delizia soprattutto con la puntigliosa descrizione delle nuove residenze e delle attrattive che vanno arricchendo la rinata cittadina, promessa di un futuro di prosperità. Egli ci dice che, mentre egli scrive e già si guarda al secolo XX che verrà, Leuca vanta ben 50 ville, dagli stili architettonici più diversi: toscano, francese, pompeiano, moresco, arabo, cinese, oltre a stabilimenti balneari, un circolo-club, uno “scialet” e un albergo.

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Infine…..

E in effetti quale splendore, quali emozioni, offre oggi una passeggiata lungo la strada principale di Leuca con le sue incantevoli ville ben curate, costeggiando il mare e ammirando l’orizzonte e, la sera, perdendosi nei suoi tramonti, prima di scegliere uno dei tanti locali ove trascorrere piacevoli ore!

Leuca: scorci

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