La croce di Celestino, o Croce Celestiniana, e la casa del cavaliere

DUE PREZIOSE TESTIMONIANZE NEL CUORE DEL CENTRO STORICO DI ALESSANO

C’è un angolo della cittadina di Alessano, nel Capo di Leuca, che sorprende, tra i tanti che è possibile ammirare nell’antico centro storico, per la coesistenza in pochi metri quadrati di due chiare testimonianze di fede religiosa e di appartenenza ad una classe sociale ben definita, quella legata alla Chiesa nonché ad un ordine cavalleresco: l’impressione è che esse non debbano al caso la loro presenza nell’angusto spazio in cui si incrociano alcune delle vie più antiche di Alessano, a due passi dalla Torre del Rivellino.

La prima testimonianza è rappresentata da una lapide, posta sull’androne di una casa privata con cortile, peraltro non visibile dalla strada perché celata da un portone, che recita così:

D.O.M ( acronimo presente nelle iscrizioni cristiane, soprattutto nel periodo rinascimentale , e  che sta per “A Dio Ottimo Massimo” )Geronimo De Rossi, cavaliere dello Sperone d’Oro, eresse nell’anno del Signore 1745.

Lo Sperone d’Oro era un ordine cavalleresco nato nell’alto Medioevo per ispirazione imperiale, poi trasformato in ordine di nomina pontificia.

La lapide è presente nel Catalogo Generale dei Beni Culturali della provincia di Lecce, censita negli anni ’90, ma già all’epoca ritenuta in precarie condizioni di conservazione.

Abitazione prIvata con stemma recante la croce di Celestino

Particolare dello stemma

La seconda testimonianza si trova sul lato sinistro dello slargo, per chi  proviene dalla Chiesa Madre,  dove troviamo, al di sopra di un cancello che chiude un’altra abitazione privata, all’apparenza ancora più imponente della prima, uno stemma in pietra recante una croce alquanto insolita, perché si tratta di un’alta croce centrale che campeggia, come sul Golgota, tra due croci più piccole, su cui è sovrapposta la lettera S.

E’ stato osservato che la croce richiama un pò una spada, un vessillo o proprio un albero, come possibile riferimento all’albero mistico della Genesi, mentre la S  suggerisce l’immagine di un serpente e rimanderebbe a quello innalzato da Mosè nel deserto: è l’immagine della croce frutto della fede e dell’ascetismo di Pietro del Morrone, divenuto Papa Celestino V e vissuto nel XIII secolo, che attraversò quasi per intero, morendo nel 1296.

Celestino V fu Papa eremita, mistico dedito alla contemplazione di Cristo, e evangelizzatore: la Chiesa lo venera come santo con il nome di San Pietro Celestino. Si deve a lui dunque l’ispirazione di questa croce così peculiare e del tutto originale, conosciuta appunto come Croce Celestiniana.

Non sappiamo se la casa recante questo stemma sia appartenuta ad un ecclesiastico, mentre dall’altra parte della strada un cavaliere di certo era stato insignito di un Ordine di nomina papale. Storie antiche, storie vissute che le pietre continuano a raccontarci.

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