L’incanto senza tempo di Castrignano del Capo

Colazione a Castrignano del Capo, domenica 11 agosto 2024

Scartata già da qualche giorno l’idea di andare al mare, questa mattina decido di andare a fare colazione in uno dei miei posti preferiti, in questa splendida terra del Capo di Leuca.

Così prendo la macchina e vado a Castrignano del Capo, al Retrò, ristorante, bar e Casa Museo.

Qui vengo accolta dalla solita magica atmosfera di un ambiente unico e dalla gentilezza del gestore, Salvatore.

Cappuccino e cornetto alla crema sono al massimo, squisiti!

Oops !! Il cornetto non c’è più! Era irresistibile e l’ho letteralmente divorato! Sarà per la prossima volta….

Quindi decido di completare la mia visita a Castrignano nei vicoli di Borgo Terra, la parte più antica di questo delizioso comune del Basso Salento .

In questo borgo fortificato gli abitanti si rifugiavano durante le tante incursioni dei Turchi che, arrivati dal mare sulle sponde rocciose di Leuca, imperversavano in tutto il territorio del Capo di Leuca, portando distruzione e saccheggi.

Appena varcato l’ingresso sull’imponente facciata di Palazzo Fersini, sulla sinistra veniamo colpiti dalla bellezza di una parete affrescata, ancora leggibile nelle forme e nei colori: è l’antica Cappella di San Rocco ( sec. XVI ) di origine bizantina. Il Santo si intravvede sul lato sinistro della parete, affiancato da un angelo, come vuole la tradizione, e forse ai sui piedi c’è anche il cane, elemento sempre presente nella rappresentazione iconografica del santo di Montpellier . Sulla lunetta superiore del portoncino d’ingresso spicca una Madonna con il suo bambino.

Interessanti anche i battenti del portone: sono completamente ricoperti da una teoria ininterrotta di un chiaro simbolo cristiano, il pesce.

Il pesce è uno dei simboli più antichi del cristianesimo e ha la sua origine nel cristianesimo primitivo, quindi circa 2000 anni fa. Quando, sotto il dominio dei romani con la loro fede in molti dei, era ancora proibito e pericoloso per la vita chiamarsi cristiani, le persone inventarono un codice segreto per riconoscersi.

 La scelta cadde sulla parola  pesce Iχθύς , ichthýs  in caratteri latini , che  è anche un acronimo usato dai primi cristiani per indicare Gesù Cristo, infatti nella parola  pesce ciascuna delle cinque lettere rappresentava una parola associata a Gesù: ’Ιησοῦς Χριστὸς Θεoῦ Yἱὸς Σωτήρ (Iesùs CHristòs THeù HYiòs Sotèr)», in italiano : Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore.

 Per questo motivo il simbolo del pesce era molto comune nelle catacombe di Roma.

Il simbolo viene oggi spesso stilizzato con due archi che si intersecano tra loro, e che dal lato destro termina con un prolungamento degli archi oltre il punto di intersezione, in modo tale da ricordare la forma di un pesce: è quindi un pesce stilizzato, formato da due curve che partono da uno stesso punto, a sinistra (la “testa”), e che si incrociano quindi sulla destra (la “coda”).

La storia del pesce come simbolo di identificazione cadde nel tempo nel dimenticatoio e la croce divenne il vero simbolo religioso dei cristiani. Solo nella seconda metà del XX secolo il pesce ha conosciuto una rinascita come simbolo cristiano. 

……e poi c’è l’incanto di un borgo silenzioso, dove l’ombra offerta dalle alte pareti degli edifici, e in particolare dello spettacolare Palazzo Fersini, si alterna a sprazzi di luce accecante, mentre tutto intorno strade di paese si alternano a squarci di assolata, dolcissima, e quieta, campagna pugliese.

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