Un duro monito sovrasta- letteralmente- l’ignaro passante che attraversi via dei Messeri, a Barbarano del Capo.
Sotto le finestre del grande palazzo nobiliare – appartenuto in epoca lontana alla famiglia Serafini- che si impone per dimensioni e architettura sugli altri edifici della via lunga e stretta, sono ancora ben visibili e leggibili due iscrizioni affiancate.
Il messaggio che recano in semplice sequenza- l’una introduce il contenuto, l’altra lo completa- è infatti un avvertimento che può suonare sinistro e che forse aveva un destinatario ben definito all’epoca in cui fu concepito e messo lì, ben in vista ma forse, azzardiamo, non proprio comprensibile all’istante per tutti.

La facciata del palazzo

Le due iscrizioni affiancate con al centro lo stemma della casata nobiliare dei Serafini Sauli, signori anche di Tiggiano e di Montesardo



Lo stemma della famiglia: sono ben visibili 4 angeli su fondo azzurro, un’aquila con le ali abbassate sormontata da un lambello a 3 gocce tutto di rosso su argento.
” La punizione spetta al cielo, ma c’è un’altra punizione, inflitta dalla legge: in nome dell’uno o dell’altra la punizione arriva”