Morciano di Leuca: scorci

Nella foto sono presenti, purtroppo, dei sacchetti di plastica che non sappiamo dire se trattasi di decorazioni natalizie o piuttosto di espedienti per allontanare i volatili….

E’ tuttavia leggibile l’iscrizione latina ” STATUE SIGNUM, HIC MANEBIMUS OPTIME” che, tradotta, recita così: ” Ferma l’insegna, qui staremo bene”

La frase in latino sarebbe stata pronunciata in un contesto militaresco : costituirebbe una sollecitazione a sostare in un luogo ritenuto adatto allo scopo.

La frase è riportata da Tito Livio nella sua opera “Ab Urbe condita libri “, sulla fondazione di Roma, e viene da lui attribuita ad un centurione che, durante il sacco di Roma ( 390-386 a.C. ) al tempo delle invasioni celtiche della penisola italiana, l’avrebbe pronunciata come esortazione ai propri compagni. In quel frangente l’esortazione fu interpretata dal Senato romano, riunito per decidere il da farsi, come un buon auspicio e così fu deciso di restare e di ricostruire la città.

In seguito, questa frase è stata ripresa in tempi diversi e in situazioni diverse: da Quintino Sella durante l’occupazione della città di Fiume; Eugenio Montale la citò nella sua poesia “Al Mare”; da Sandro Pertini come smentita delle voci delle sue dimissioni, nell’80 e poi nell’84.

Siamo pertanto autorizzati a pensare che l’edificio in oggetto abbia rappresentato per i suoi proprietari il luogo ideale per restare e viverci.

Siamo a Morciano di Leuca, piccolo delizioso borgo a due passi dal mare Jonio, dove le fa da sentinella la torre cinquecentesca nella località che ne prende il nome, Torre Vado.

Per la precisione siamo in Vico Torri o, meglio, ciò che ne resta, alla luce dell’abbandono in cui versano tanti edifici che tuttavia consentono di immaginare la struttura originaria di questa parte dell’antica Terra di Morciano, di fatto dominata dall’imponente castello.

Ed è proprio nelle immediate vicinanze , diremmo dietro le mura del castello, che sorge nel medioevo il quartiere caratterizzato da ” case a torre”, con evidente scopo difensivo della popolazione dalle incursioni della pirateria turca. Laddove gli spazi del castello non fossero stati sufficienti a contenere e proteggere da imminente pericolo la popolazione assediata, le torri sarebbero valse allo scopo.

Oggi, in un contesto nel quale non mancano alcune pregevoli ristrutturazioni, non si può che dolersi di quegli edifici che invece sembrano condannati all’incuria e agli affronti del tempo.

Guardiamo le ultime due fotografie , dove su una parete cadente spicca in alto, attraversata dal vuoto, una bella cornice in pietra scolpita.

E guardiamo ora la stessa finestra come viene censita nel Catalogo dei Beni culturali per la Regione Puglia : la differenza si nota immediatamente. Dal 2006 ad oggi, quando è avvenuta l’ultima rilevazione, ben 20 anni fa, la cornice si è ulteriormente deteriorata, perdendo pezzi.

QUESTE SONO LE FOTO RIPORTATE NEL CATALOGO GENERALE DEI BENI CULTURALI

E LA DIFFERENZA CON QUELLE SCATTATE QUALCHE GIORNO FA E’ EVIDENTE.

La prima rilevazione da parte degli uffici competenti , così come risulta dal Catalogo Generale dei Beni culturali, disponibile online, è infatti del 1995, successivamente aggiornata nel 2006.

La datazione cronologica viene effettuata dal Ministero nel 1988 e viene fatta basandosi su ricerche bibliografiche , attingendo in particolare agli scritti di Cesare Daquino.. L’opera , una ” mostra di finestra”, viene datata al XVII secolo, più precisamente al 1624, in edificio di proprietà privata, e viene anche registrata come ” non adeguatamente sorvegliabile”, vista la posizione di architrave, e in stato di conservazione ” mediocre”.

Inutile ribadire che il Vico Torri conserva, a dispetto dello stato attuale, un incredibile fascino, ancora percettibile nell’atmosfera silenziosa e discreta che avvolge il borgo, attraversando il quale è facile imbattersi in testimonianze architettoniche del passato.

Fonte: catalogo.beniculturali.it

Le ultime due immagini si riferiscono alla trattoria ” Al capitano cortese” che, situata tra la parte posteriore del castello e il quartiere delle case a torre, si sviluppa essa stessa attorno ad una torre, finemente ristrutturata.

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