
In altra parte di questo blog abbiamo trattato diffusamente della storia del castello di Morciano. A quel testo pertanto rimandiamo per il surplus di informazioni che contiene. Questo il link che rimanda al testo in questione.https://salentoappartato.blog/2021/03/22/il-castello-di-morciano/
Ab initio:esistevano tre parti del feudo di Morciano che però probabilmente costituivano in origine un’unica unità feudale.
Il punto di partenza di questa storia complessa è il seguente: tra fine duecento e primi del trecento le tre parti feudali di Morciano dovevano far corpo in un’unica unità feudale più antica, forse di epoca normanna, che inglobava almeno i casali di Morciano, Gagliano, Salve e forse anche Acquarica, probabilmente il tutto conseguenza di divisioni ereditarie tra i Morciano e i Sangiorgio, con l’avvento successivo dei Sambiasi.
Nel 1297 Guglielma de Murczano è signora di quella parte del feudo di Morciano che comprende il castello, che lei chiama “ fortezza “- Guglielma ha sposato Tedesco de Cuneo, probabilmente sceso in Terra d’Otranto al seguito del D’Angiò, di cui è fedelissimo.
Rimasta vedova, la signora decide di donare quella parte di feudo al nipote Riccardus, forse figlio di una sorella, che nel 1270 era custodito a Brindisi perché figlio del ribelle e partigiano svevo, perciò antiangioino, Ruggero Sambiasi.
Il percorso di donazione dura alcuni anni. L’inquisitio, vale a dire la complessa procedura del tempo per sancire il passaggio di proprietà, si conclude nel 1303, quando Riccardo viene dunque in possesso di una certa parte del casale di Morciano e di vassalli residenti nei casali di Salve, Acquarica, Giuliano e Gagliano. La parte di Morciano in questione è probabilmente la parte più antica del feudo e nel nostro racconto sarà contraddistinta come “ la prima parte” delle tre in cui il feudo rimarrà diviso, con diversi proprietari, per almeno un paio di secoli.
La seconda parte del feudo di Morciano.
Riccardo si trova pertanto a possedere una parte del casale di Morciano, però già in un elenco di feudali del 1273 troviamo, oltre a Riccardus, un certo Gualterius de Muczano, e il figlio di questi, Guillelmum. Quest’ultimo, che ottiene l’assenso regio per sposare nel 1280 Isolda, figlia di Giovanni Teotino, possiede un’altra parte ( la seconda ) del feudo di Morciano, nonché parti di Salve e di Acquarica.
Passiamo ora a illustrare la discendenza di Riccardo, che avrà un ruolo molto significativo nella storia del feudo.
Discendenza di Riccardus de Morciano, nipote di Guglielma de Morciano.
Figli di Riccardus: Ruggiero I e Riccardo II
Figli di Riccardo II: Ruggero II
Figli di Ruggero II: Guiduccio primogenito e Pirro secondogenito
Figli di Guiduccio:Ruggero III e Bernardo
Poi c’è la terza parte del feudo di Morciano.
Appartiene a Guiczardus o Guiczardellus de Sancto Giorgio, che possiede quindi certa parte del casale di Morciano, ma anche di Gagliano. Costui nel 1336 venderà entrambe le parti al conte di Lecce e duca d’Atene, Gualtieri de Brienne.
I conti di Brienne pertanto, già in possesso della terza parte del feudo di Morciano, prima o poi ( come scrive il Vallone ) acquistarono anche la seconda parte perché risulta che nel 1369 erano loro a disporne. Così viene attestato anche nel Cedolario del 1378. Più tardi, nel 1421, troviamo che ne disponevano i conti Aymone e Princivalli ( “ casalis Morciani Princivallis e Morciani Aymonis ).
Ma a noi preme seguire le sorti, nei secoli successivi alla donazione di Guglielma, della prima parte del casale di Morciano, quella con il castello arrivato sino ai giorni nostri.
Per farlo dobbiamo tenere d’occhio, non senza difficoltà, la discendenza di Riccardo.
Dopo anni in cui il feudo di Morciano pare avvolto nel buio, qualche altra rara traccia, nell’estrema scarsità di documenti dell’epoca, riappare nel 1413 e poi nel 1463, quando Ruggero III, figlio di Guiduccio, cede una parte del casale di Salve a Giacomo dell’Antoglietta, che così si trovò a possedere 3/4 del casale di Salve.
In cambio il Dell’antoglietta, che qualche anno prima , nel 1455, aveva ottenuto dal conte di Lecce le altre due parti di Morciano ( la terza era sempre dei Sambiasi, a quel momento Guiduccio ), le cede a Ruggero III .
Sarà pertanto Ruggero III più tardi, nel 1464, a unificare, dopo due secoli di divisione del titolo feudale, il casale di Morciano: a completare il tutto mancherebbe la terza parte, ma questa gliela lascia, morendo, il padre Guiduccio ed è proprio la parte “ cum fortellitio seu castro ipsius casalis” ( con il castello, dunque ).
Questa è un’ulteriore conferma di ciò che non sembra possibile mettere in dubbio, che cioè il castello, o quello che ab origine costituiva la domus del feudatario, esisteva già nella parte ereditata all’inizio del ‘300 da Riccardo Sambiasi, grazie alla donazione della zia.
Il castello dunque, lungi dall’essere stato costruito, come alcune fonti sostengono, nel XVI secolo, esisteva sin dall’inizio, vale a dire già al tempo di Guglielma e, come sempre è accaduto ai castelli, ha subito nel tempo vari rimaneggiamenti, mutiliazioni, ampliamenti, trasformazioni secondo le necessità di difesa o il gusto dei proprietari che nei secoli si sono alternati.
Cade quindi del tutto la congettura, ahimè sostenuta in diversi testi- secondo Vallone priva di ogni fondamento- secondo cui il castello nascesse per volontà del duca di Atene che, oltretutto, come abbiamo avuto modo di vedere, non possedette mai la parte castrale di Morciano.
N.B. Tutte le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da : ” Terra, feudo, castello” di Giancarlo Vallone, Università del Salento, in Rivista :Studi Storici 2/2008