Ruggiano si palesa all’improvviso arrivando da Montesardo. La vedi quando l’auto prende una discesa verso una sorta di vallata. Il borgo se ne sta come disteso al riparo della serra Falitte, circondato dalla campagna che la cinge infatti come in un abbraccio, con campi coltivati e orti, con i colori che cambiano secondo le stagioni. Da nessuna parte l’orizzonte appare chiuso, nessuna cortina impedisce al cielo di poggiarsi sull’abitato qui, nell’estrema punta meridionale del tacco d’Italia. Niente impedisce agli sfarzosi tramonti di stendersi generosamente sui muri bianchi delle case, trasfigurandoli: ed è, soprattutto d’estate, un tripudio di arancio, viola, rosa acceso.


Il piccolo borgo ha una forma leggermente ovale, sull’abitato svetta il campanile della parrocchia dedicata al santo patrono, sant’Elia. La pianta di Ruggiano sembra ricalcare, nella sua parte più antica, quella dei centri storici di tanti paesi salentini. La maggior parte di essi presentava infatti, all’interno di un sistema difensivo, una forma che all’origine poteva essere quadrata, circolare, o anche ovale, assecondando la conformazione orografica del territorio. Effettivamente una forma ovale poteva avere la Ruggiano medievale, con il castello al centro. Anche a Ruggiano osserviamo strade a griglia e una piazza che una volta era centrale e vi si trovava la chiesa parrocchiale, addossata al castello. Sotto le chiese erano solitamente allocate le sepolture.
Il borgo è silenzioso, tranquillo. Le ore della giornata sono scandite dai rintocchi del campanile. Il borgo antico, che ha ancora oggi al suo centro il castello, o Palazzo Ruggero, si sviluppa sul suo lato destro con l’attuale via Madonna della Neve, una volta denominata via Castello e dove pare che anticamente si trovasse un mulino. Questa via, stretta e sinuosa, si prolunga, oltre la piazza, nella via sant’Antonio. Alle spalle del castello troviamo via santa Marina, che porta direttamente al santuario dedicato alla santa invocata contro il mal d’itterizia: la sua facciata color ocra brilla nel sole. La piazza Sant’Elia, ove una volta sorgeva la chiesa parrocchiale, ha perso da tempo la sua collocazione al centro del piccolo borgo ed ora accoglie o saluta i viaggiatori, aprendosi a nord sulla strada che porta a Montesardo, direzione Maglie-Lecce, a sud verso le marine di Salve.
Tutto intorno a noi ci invita a soffermare lo sguardo sulle testimonianze evidenti di un passato che tuttora si offre al viaggiatore meno distratto e frettoloso. Chi accoglierà l’invito aprirà la mente e il cuore alla conoscenza e e alla comprensione del genius loci, lo spirito del luogo.http://salentonascosto.blog/ruggiano-antica/i-tesori-di-ruggiano/

L’affresco si trova nell’androne di una casa privata, in via Madonna della Neve n. 7. In basso a sinistra è visibile una raffigurazione di Ruggiano databile nel XVI secolo.
Sconosciuto ai più, sembra riprodurre gli stessi elementi presenti nel quadro della cappella di campagna dedicata a Santa Maria di Costantinopoli. C’è la Madonna con il bambino, c’è un paesaggio, in basso a destra sono raffigurati tre ecclesiastici. In basso a sinistra ritorna l’immagine del piccolo borgo, racchiuso nelle mura, con chiesa e castello.Sotto la pittura sono anche visibili tracce di immagini forse più antiche, o comunque successivamente coperte con quelle ora visibili. Tutto fa pensare che si tratti di Ruggiano ne tardo medioevo.