Le foto rappresentano alcuni dei luoghi più suggestivi di Ruggiano.






Il Castello, o Palazzo Ruggero.
Oggi suddiviso in almeno quattro proprietà private, rischia di perdere del tutto, nelle parti comuni, l’aspetto originario, che doveva essere imponente, a partire dal sontuoso loggione con affaccio sulla piazza Sant’Elia e dallo stemma nobiliare che su di esso campeggia, ma che risulta del tutto illeggibile, rendendo pertanto impossibile l’attribuzione alla casata che lo fece erigere o che lo abitò. Il palazzo attuale, non diversamente da molti altri castelli del basso Salento, potrebbe essere il frutto di un rifacimento, nel ‘500, di un castello medievale, come suggerito dalle immagini più antiche del borgo.
Il palazzo in via Sant’Antonio
E’ una delle case più antiche di Ruggiano, che si trovano quasi tutte, infatti, nella parte più vicina al castello, quindi in via Madonna della Neve, in via Santa Marina, e in via sant’Antonio, verso Barbarano. Il palazzo in questione si trova al civico 5 e presenta sul portone uno stemma con la figura di un’aquila e la seguente iscrizione ” POST FATA SURGAM ” ( Dopo che sarà compiuto il mio destino risorgerò). Anno Domini 1546.
La Cappella della Madonna della Neve
La cappella dedicata alla Madonna della Neve si trova in un piccolo slargo all’incrocio tra via Madonna della Neve e via Garibaldi. E’ una costruzione dipinta di bianco, sormontata da un piccolo campanile a vela. La facciata, dalle semplici linee architettoniche, presenta un unico portale sormontato da una monofora. Sulla cornice della porta di ingresso è posta una lapide su cui si legge “La devota popolazione di Ruggiano, da tempo resasi debitrice di voti, dedica questo tempio a ( Santa ) Maria della Neve nell’anno del Signore 1748.” ( Gens Rugianensis templum hoc devota Mariae de Nive votorum iam rea facta dicat Anno Domini MLCCXLVIII ). Nel 1748 la chiesetta fu ricostruita da Venere Negro su un edificio preesistente, per essere poi restaurata nel secolo scorso. La cappella esisteva certamente già nel 1711, infatti la cita il vescovo De Rossi nella sua visita a Ruggiano.
La torre colombaia
Si trova all’interno del giardino di una delle case più antiche di Ruggiano, in via Sant’Antonio, ed è perfettamente conservata, pur avendo nel tempo perso la sua funzione originaria.
Il santuario di Santa Marina
Il santuario che oggi possiamo visitare e ammirare è l’evoluzione, almeno dalla metà del XVII secolo in poi, attraverso varie fasi, che possiamo identificare in almeno cinque, << di un piccolo impianto di rito greco >>, non posteriore all’XI secolo, con annessa area cimiteriale, essendo state rinvenute alcune tombe sotto il piano di calpestio. La chiesa sembra essere sorta in un luogo già dedicato al culto o comunque frequentato in epoca ancora più antica, considerato il ritrovamento, durante gli scavi, di fosse di impianto protostorico; sorge in aperta campagna, a ridosso della Serra, lungo il tracciato della via Francigena, o Leucadense, che porta al più famoso e venerato santuario di santa Maria di Leuca.
Per quanto riguarda l’interno del Santuario di santa Marina, compie un’indagine sull’affresco raffigurante la santa e posto sull’altare nella navata di destra del santuario il prof. Sergio Ortese.Attraverso l’esame delle caratteristiche di detto affresco lo studioso attribuisce il dipinto al periodo tardogotico e precisamente al secondo quarto del XV secolo: è sicuramente il rifacimento di un dipinto di epoca precedente.

I frantoi ipogei
Un tempo numerosissimi a Ruggiano, oggi quasi del tutto inattivi, con le loro gigantesche macine in pietra, sono preziosa testimonianza della millenaria vocazione del territorio alla coltivazione dell’ulivo e alla produzione di olio. Pare che ce ne siano ancora alcuni nella via Sant’Antonio, conservati, anche se non più utilizzati , dai proprietari in locali sotto al livello della strada. Una bellissima macina in pietra per la spremitura delle olive può tuttavia essere ammirata agevolmente all’interno della farmacia Pepe: il locale che la ospita era infatti anticamente adibito a frantoio.
La cappella della Vergine Addolorata
La Cappella della S. Vergine Addolorata
Ubicata all’interno dell’abitato di Ruggiano, nella piazzetta sant’Antonio, questa cappella non esisteva ancora al tempo della visita pastorale, fu eretta infatti nel 1875 da Carlo De Giorgi. A destra della porta d’ingresso venne collocata, nella prima metà del secolo scorso, una lapide commemorativa che ricorda i ruggianesi caduti nella Prima Guerra Mondiale. Nel 1933 è stata restaurata da Giuseppe De Giorgi.

Affresco di Madonna in trono, nel cortile di un’abitazione privata, in via Sant’Antonio
Sul lato destro della via, procedendo dal castello, un palazzotto antico ha rivelato, durante i lavori di ristrutturazione della facciata, la seguente iscrizione ”Die 28 agosto 1578”. ( Il giorno 28 agosto 1578 ). Nello stesso palazzo, nel vano del portone, si trova questo interessante affresco di una Madonna in trono, a grandezza naturale. Si tratta certamente di un affresco cinquecentesco. Anche in questo affresco osserviamo sul lembo inferiore sinistro dell’abito della Madonna l’immagine dello stesso castello, identico nella fattispecie a quello dell’affresco di Santa Maria di Costantinopoli.
