

Siamo nella campagna che circonda Ruggiano, piccola frazione di Salve, nel Capo di Leuca.
Dopo essermi lasciate alle spalle le case del centro abitato, mi incammino per una delle strade che si addentrano tra i campi di terra rossa e gli ulivi maestosi di questo estremo lembo di Puglia.

In località Cisunedde o Chirimuzze si trova la cappella rurale dedicata a Santa Maria di Costantinopoli. Ne ho ottenuto la chiave attraverso un giro di persone gentili, ma infine il portone si apre e davanti ai miei occhi appare una piccola navata bianca, un altare di pietra sormontato da un grande affresco di ignoto pittore salentino.



La cappella è una costruzione in pietra, alta, a torre, con sulla sommità i resti di un fregio ornamentale. Sulla facciata rimane integra un’iscrizione latina purtroppo illeggibile dal piano strada, ma fortunatamente ripresa in testi antichi a nostra disposizione.
Kalendis Aprilibus 1628 Reginae Magnae coeli terrae marisquehaec in honorem fuit parva facta domus
Il 1° aprile 1628 fu costruita questa piccola cappella in onore della grande Regina del cielo, della terra e del mare
Più in basso una nicchia certamente conteneva un affresco, di cui restano visibili solo pallide tracce di colore. Il portone in legno chiaro è una sostituzione recente, indispensabile per salvaguardare l’interno, già sottoposto a furti e vandalismi.
Un muretto a secco chiude sui due lati lo spazio intorno alla chiesetta, occupato da qualche albero e alti arbusti selvatici. La chiesa è collocata in un terreno privato, pertanto proprietà privata essa stessa, è stata edificata, come recita l’iscrizione, nel 1628 e, forse passata nel tempo di mano in mano, a memoria d’uomo appartiene da tempo considerevole alla famiglia Protopapa di Ruggiano.

Altri affreschi ricoprono le pareti angolari.Sono ritratti S.Oronzo S. Antonio Abate, S. Lorenzo e i SS. Medici, questi ultimi in abiti settecenteschi.


Affresco con i SS. Medici
Nell’affresco qui sopra è ben visibile anche una costruzione a torre che potrebbe essere identificata con l’aspetto che, presumibilmente, doveva avere il castello di Ruggiano in pieno medioevo, dal momento che la figura richiama chiaramente immagini simili presenti nella stessa cappella ( vedasi il quadro poggiato in una nicchia ), ma anche altrove a Ruggiano. Il confronto è infatti con l’affresco presente nell’androne di una casa in via Madonna della Neve, ma anche con gli affreschi presenti nel santuario di Santa Marina e perfino con la figura che appare sulla veste della Madonna in trono nel cortile di un altro palazzo di Ruggiano, in via S.Antonio.
Sulla parete posteriore dell’altare, nella sacrestia, troviamo una mirabile Crocifissione.


Alcuni quadri sono poggiati nelle nicchie laterali.
Pare che il quadro più prezioso sia stato trafugato anni fa.È evidente che i dipinti e gli affreschi avrebbero bisogno di cure urgenti. Ogni tanto la cappella viene aperta e vi si dice anche messa, come testimoniato dalla presenza di banchi di legno e di fiori freschi nei vasi e sull’altare, ma anche dalla presenza di una piccola scatola di metallo per le ostie. Nella sua visita del 1711, il vescovo De Rossi ricorda che la chiesetta fu fatta costruire da D.Superanzio Ponzetta da Ruggiano con un beneficio semplice di diritto di patronato dei suoi eredi. Il beneficio comportava l’obbligo di due messe la settimana e di una ogni mese. Il beneficio comportava anche il possesso di terra e di alberi, in almeno quattro diverse località di Ruggiano e anche di Alessano.
Quando il portone della cappella si chiude alle mie spalle, il sole è ancora alto sul Capo di Leuca.